RITO SIMBOLICO ITALIANO 

[TORNA ALLA PAGINA PRINCIPALE DELLE ATTIVITÀ]



GRAN LOGGIA

2005

 

RELAZIONE MORALE
DEL GRANDE ORATORE


alla Serenissima G.·.L.·. 2005
Palermo, 5 marzo 2005

 

 

Questa tavola, frutto delle suggestioni e riflessioni maturate nella mia vita massonica e non, ed è dedicata a mia figlia Agnese, artefice del tutto.

LA VITA?...

UNA BELLA NOTIZIA, UNA SFIDA PER CIASCUNO DI NOI


Nessun uomo è un’isola; non si può vivere e crescere da soli; la solitudine è morte, la comunicazione è vita.
La vita umana è una vita con gli altri, una vita per gli altri.
La vita è qualcosa di straordinario che ci sorride, che ci parla attraverso ogni cosa, che ci offre.
Un fiore, il volo di una rondine, un fiocco di neve, la carezza del sole, una lacrima, un sorriso.
Ma noi, distratti dalle mille faccende di ogni giorno, faccende che ci sembrano tanto grandi, ne dimentichiamo le parole, finiamo per non ascoltarla e seguirla più.
Potremmo dire che la vita è come un autobus che non conosce fermate, ma solo rallentamenti e qualche incidente, dovuto allo scarso buon senso del guidatore.
Sarebbe bene seguire il percorso di questo autobus, fare attenzione alla strada e guardare lo splendido panorama che scivola sotto i nostri occhi durante il viaggio.
Ma questo non sempre avviene, perchè nel mondo di oggi riempiamo la nostra vita - e spesso anche quella dei nostri figli - con l’incertezza, il pessimismo, il senso della disgrazia e la paura del domani, creando, così, nel profondo dei cuori, qualcosa di oscuro, che taglia le ali della certezza, il sorriso della vita, la fiducia per il domani.
La paura, l’incertezza, la leggerezza, la banalità, la superficialità, sono forze distruttrici della vita.
Se sto camminando so che ho del terreno sotto i piedi; ho una strada da percorrere, probabilmente anche circondata da panorami interessanti. Ma se davanti a me si presenta una fitta oscurità, il minimo che possa fare è fermarmi e chiedere impaurito:
ed ora che faccio? Dove vado?
Una volta, almeno tutti ci siamo chiesti che senso abbia vivere, quale sia il senso della vita.
La risposta? Beh, non è certo semplice, soprattutto se ci guardiamo intorno, quando sofferenza, malattie, violenze di ogni genere sono sempre all’ordine del giorno.
Ma quanto vale la vita? Forse moltissimo, forse nulla.
La vita è quell’attimo fuggente che ti scivola fra le mani… e subito ti ritrovi lassù, avvolto dal chiarore immenso del cielo, a vagare per il mondo e cercare la vera dimensione
Nel nostro errare, a volte, perdiamo di vista quella luce che ci permette di ritrovare, di seguire della “diritta via” che è lo scopo del nostro lavoro.
Com’ è fragile l’uomo!!
Noi tutti siamo alla ricerca delle vie e dei modi per vivere meglio la nostra vita, salvaguardandola da pericoli e distruzioni. Per noi, Maestri Architetti Simbolici, ciò consiste nella ricerca della saggezza, nella pratica della fratellanza e dell’armonia, veri tesori da spendere giorno per giorno, nell’amore, nel lavoro, nel rapporto con noi stessi e con la società.
Possiamo, con ciò, meglio renderci conto delle gioie, anche brevi, ma limpide, che la vita sa offrire, dei suoi limiti, dei pericoli che la minacciano, dei sogni e degli errori, degli inganni e delle delusioni, ... dei suoi perché, delle difficoltà che ti fanno crescere e raggiungere lo stato d’equilibrio che da sempre andiamo cercando.
Noi, Liberi Muratori – Maestri Architetti, che viviamo la nostra vita quotidiana senza clamori e senza guadagnare notorietà, ci ritroviamo per studiare e perfezionare l’armonia architettonica del Tempio, per rafforzare la nostra volontà, per affinare le nostre capacità attraverso la costante ricerca della verità e per organizzare la nostra esistenza in modo da contribuire al perfezionamento di quell’opera d’arte che è la vita dell’intera umanità.
La parola semplice della Tradizione è, ad un tempo, commovente e pregnante di saggezza. La nostra elevazione non può, infatti, avvenire se non moltiplicando le virtù e le qualità positive, diminuendo e, possibilmente eliminando, nel contempo, i difetti ed i vizi, le qualità negative, le nostre antitesi.
Affinché ciò si verifichi, occorre che il Tempio, dove si svolgono i lavori architettonici, sia reso sano dal nostro impegno di serietà, dalla nostra profonda volontà e determinazione di lasciare al di fuori i metalli, al pari del nostro desiderio di rinnegare il futile, il profano, il provvisorio, il particolare, per dedicarci totalmente al nostro perfezionamento interiore come contributo all’elevazione universale dell’umanità e dei suoi valori più nobili.
Sono le nostre pure e rette intuizioni che rendono sacro il luogo dei nostri lavori; è l’amore che rende possibile la nostra libertà, la nostra fratellanza.
Tutto obbedisce all’amore ed esso a nulla obbedisce se non allo spirito di fratellanza che lega l’un l’altro i fratelli.
Dall’amore fraterno nasce la tolleranza attiva, l’accettazione del pluralismo delle fedi, delle razze, la disponibilità a donarsi al nostro simile e, con riguardo al nostro vivere quotidiano, la capacità di affrontare situazioni, spesso al limite della profanità, che ci coinvolgono e che, non di rado, producono in noi amarezza.
E’ l’amore dei fratelli che ci permette di superare le difficoltà e le ingiustizie della vita; è l’amore dei fratelli che ci permette di riacquistare quell’equilibrio che, a dispetto del grembiule, perdiamo, a volte, troppo facilmente.
Dall’amore fraterno nasce l’armonia del Tempio che consente, ad ognuno, di sentirsi tra uomini liberi e di buoni costumi, uomini da amare e dai quali sa di essere riamato, che egli capisce e dai quali sa di essere capito.
E’ per quest’ultima certezza che ognuno di noi entra nel Tempio disarmato ed assolutamente disponibile perché nulla può temere dai fratelli. Ed è nel lavoro del Tempio che il Fratello Architetto accumula l’energia sufficiente a superare gli ostacoli, le difficoltà quotidiane, le amarezze, le chiacchiere, attivando, sempre, pensieri ed opere per il bene di ogni uomo ed a maggior ragione, anche, di ogni fratello. E ciò a dispetto di possibili delusioni ed amarezze, vivendo i propri giorni in serenità ed armonia; per far ricredere, con il suo comportamento chi, a torto, l’ha mal giudicato.
Chi vive la vita del Tempio con serena e coerente partecipazione, allora, sa che può guardare negli occhi il suo prossimo senz’arrossire e può specchiarsi ogni giorno, senza provare turbamento. Perchè ha attinto dal Tempio la più grande ricchezza che gli uomini possano desiderare: il rispetto di sé stessi.
E’ la forza del Rituale a segnare la nostra appartenenza, facendoci seguaci della Luce. Senza il Rituale non esisteremmo; senza il Rituale ogni nostra manifestazione, ogni nostro agire sarebbero privi di quella linfa vitale che ci ricrea in continuazione. Senza il Rituale i nostri strumenti di lavoro, le nostre insegne non avrebbero alcun significato. Senza il Rituale la parola sarebbe al vento.
All'opposto, seguendo il Rituale ed il continuo studio dei simboli che ci appartengono, possiamo esprimere ed interpretare i principi, gli ideali, le aspirazioni, le idee, i propositi della nostra esistenza di iniziati.
Per dirla come il Serenissimo Presidente Ottavio, diventare “uomini di volontà “ e non essere più, solo, “ uomini di desiderio “!
Questo stato di grazia contribuisce a farci scoprire le bellezze del mondo attraverso l’emozione, l’immaginazione, l’osservazione, la sperimentazione, la riflessione, la comprensione, l’azione; a potenziare l’intuizione, la creatività e la razionalità che consentono all’uomo di capire e comunicare; a sviluppare il senso morale e dei valori, cioè la ricerca della verità, dell’integrità, dell’umiltà e della responsabilità di ognuno di noi nei confronti del prossimo e delle generazioni future; a condividere tesori del sapere con tutte le genti, come richiesto dalla giustizia e dal senso d’equità; ad essere consapevoli dell’interdipendenza dell’umanità dall’ambiente e dall’universo; a mettere in grado tutti di contribuire alla soluzione dei gravi problemi che il genere umano ha di fronte a sé (povertà, alimentazione, energia, ambiente, dignità); ad interiorizzare il progresso della scienza nella creazione di una visione del mondo.
Per noi Massoni Simbolici, lavorare per un mondo migliore è un imperativo categorico; significa vivere ogni attimo della nostra vita nella pienezza dell’iniziazione.
Nella grande confusione di oggi noi, Maestri Architetti, abbiamo il privilegio di poterci rivolgere ad Oriente, di sapere che cosa significhi rivolgersi ad Oriente, un Segreto che ai non iniziati non è dato comprendere.
Spesso, però, trascuriamo la cura delle "qualificazioni" interiori che sono il presupposto dell’appartenenza ad una dimensione armonica.
Colpa del consumismo imperante, dell’effimero, dell’incapacità e non abitudine al sacrificio, al dialogo, dell’egoismo? Ciascuno rifletta e, quindi, risponda.
Qualcuno ha pronunciato parole straordinarie che dovrebbe aiutarci a riflettere sul valore della vita: "Immagina di cercare un nuovo mondo intessuto di destino umano, con l’obiettivo di rendere felici uomini e donne per sempre, dando loro, finalmente, pace e riposo.
Ma che sia essenziale ed inevitabile torturare a morte anche una sola piccola creatura, per esempio, una bambina che gioca in braccio alla sua mamma e che il contributo per costruire quel meraviglioso mondo nuovo siano le lacrime invendicate di quella piccola.
A questo punto accettereste di essere gli unici artefici a queste condizioni?
Lasciamo rispondere al mondo, ad ogni singolo individuo, affinché l’uomo possa comprendere il vero significato di questa complessa parola, perché, a volte i nostri silenzi rispondono al posto nostro. Spesso siamo troppo deboli e ciechi per rispondere.

 

Palermo, 5 marzo 2005
 

Giovanni Cecconi
Grande Oratore
del Rito Simbolico Italiano



Copyright 2002 © Rito Simbolico Italiano. Tutti i diritti riservati.