Questa tavola, frutto delle suggestioni
e riflessioni maturate nella mia vita massonica e non, ed è dedicata
a mia figlia Agnese, artefice del tutto.
LA
VITA?...
UNA
BELLA NOTIZIA, UNA SFIDA PER CIASCUNO DI NOI
Nessun uomo è un’isola; non si può vivere e crescere
da soli; la solitudine è morte, la comunicazione è vita.
La vita umana è una vita con gli altri, una vita per gli altri.
La vita è qualcosa di straordinario che ci sorride, che ci parla
attraverso ogni cosa, che ci offre.
Un fiore, il volo di una rondine, un fiocco di neve, la carezza del sole,
una lacrima, un sorriso.
Ma noi, distratti dalle mille faccende di ogni giorno, faccende che ci
sembrano tanto grandi, ne dimentichiamo le parole, finiamo per non ascoltarla
e seguirla più.
Potremmo dire che la vita è come un autobus che non conosce fermate,
ma solo rallentamenti e qualche incidente, dovuto allo scarso buon senso
del guidatore.
Sarebbe bene seguire il percorso di questo autobus, fare attenzione alla
strada e guardare lo splendido panorama che scivola sotto i nostri occhi
durante il viaggio.
Ma questo non sempre avviene, perchè nel mondo di oggi riempiamo
la nostra vita - e spesso anche quella dei nostri figli - con l’incertezza,
il pessimismo, il senso della disgrazia e la paura del domani, creando,
così, nel profondo dei cuori, qualcosa di oscuro, che taglia le
ali della certezza, il sorriso della vita, la fiducia per il domani.
La paura, l’incertezza, la leggerezza, la banalità, la superficialità,
sono forze distruttrici della vita.
Se sto camminando so che ho del terreno sotto i piedi; ho una strada da
percorrere, probabilmente anche circondata da panorami interessanti. Ma
se davanti a me si presenta una fitta oscurità, il minimo che possa
fare è fermarmi e chiedere impaurito:
ed ora che faccio? Dove vado?
Una volta, almeno tutti ci siamo chiesti che senso abbia vivere, quale
sia il senso della vita.
La risposta? Beh, non è certo semplice, soprattutto se ci guardiamo
intorno, quando sofferenza, malattie, violenze di ogni genere sono sempre
all’ordine del giorno.
Ma quanto vale la vita? Forse moltissimo, forse nulla.
La vita è quell’attimo fuggente che ti scivola fra le mani…
e subito ti ritrovi lassù, avvolto dal chiarore immenso del cielo,
a vagare per il mondo e cercare la vera dimensione
Nel nostro errare, a volte, perdiamo di vista quella luce che ci permette
di ritrovare, di seguire della “diritta via” che è
lo scopo del nostro lavoro.
Com’ è fragile l’uomo!!
Noi tutti siamo alla ricerca delle vie e dei modi per vivere meglio la
nostra vita, salvaguardandola da pericoli e distruzioni. Per noi, Maestri
Architetti Simbolici, ciò consiste nella ricerca della saggezza,
nella pratica della fratellanza e dell’armonia, veri tesori da spendere
giorno per giorno, nell’amore, nel lavoro, nel rapporto con noi
stessi e con la società.
Possiamo, con ciò, meglio renderci conto delle gioie, anche brevi,
ma limpide, che la vita sa offrire, dei suoi limiti, dei pericoli che
la minacciano, dei sogni e degli errori, degli inganni e delle delusioni,
... dei suoi perché, delle difficoltà che ti fanno crescere
e raggiungere lo stato d’equilibrio che da sempre andiamo cercando.
Noi, Liberi Muratori – Maestri Architetti, che viviamo la nostra
vita quotidiana senza clamori e senza guadagnare notorietà, ci
ritroviamo per studiare e perfezionare l’armonia architettonica
del Tempio, per rafforzare la nostra volontà, per affinare le nostre
capacità attraverso la costante ricerca della verità e per
organizzare la nostra esistenza in modo da contribuire al perfezionamento
di quell’opera d’arte che è la vita dell’intera
umanità.
La parola semplice della Tradizione è, ad un tempo, commovente
e pregnante di saggezza. La nostra elevazione non può, infatti,
avvenire se non moltiplicando le virtù e le qualità positive,
diminuendo e, possibilmente eliminando, nel contempo, i difetti ed i vizi,
le qualità negative, le nostre antitesi.
Affinché ciò si verifichi, occorre che il Tempio, dove si
svolgono i lavori architettonici, sia reso sano dal nostro impegno di
serietà, dalla nostra profonda volontà e determinazione
di lasciare al di fuori i metalli, al pari del nostro desiderio di rinnegare
il futile, il profano, il provvisorio, il particolare, per dedicarci totalmente
al nostro perfezionamento interiore come contributo all’elevazione
universale dell’umanità e dei suoi valori più nobili.
Sono le nostre pure e rette intuizioni che rendono sacro il luogo dei
nostri lavori; è l’amore che rende possibile la nostra libertà,
la nostra fratellanza.
Tutto obbedisce all’amore ed esso a nulla obbedisce se non allo
spirito di fratellanza che lega l’un l’altro i fratelli.
Dall’amore fraterno nasce la tolleranza attiva, l’accettazione
del pluralismo delle fedi, delle razze, la disponibilità a donarsi
al nostro simile e, con riguardo al nostro vivere quotidiano, la capacità
di affrontare situazioni, spesso al limite della profanità, che
ci coinvolgono e che, non di rado, producono in noi amarezza.
E’ l’amore dei fratelli che ci permette di superare le difficoltà
e le ingiustizie della vita; è l’amore dei fratelli che ci
permette di riacquistare quell’equilibrio che, a dispetto del grembiule,
perdiamo, a volte, troppo facilmente.
Dall’amore fraterno nasce l’armonia del Tempio che consente,
ad ognuno, di sentirsi tra uomini liberi e di buoni costumi, uomini da
amare e dai quali sa di essere riamato, che egli capisce e dai quali sa
di essere capito.
E’ per quest’ultima certezza che ognuno di noi entra nel Tempio
disarmato ed assolutamente disponibile perché nulla può
temere dai fratelli. Ed è nel lavoro del Tempio che il Fratello
Architetto accumula l’energia sufficiente a superare gli ostacoli,
le difficoltà quotidiane, le amarezze, le chiacchiere, attivando,
sempre, pensieri ed opere per il bene di ogni uomo ed a maggior ragione,
anche, di ogni fratello. E ciò a dispetto di possibili delusioni
ed amarezze, vivendo i propri giorni in serenità ed armonia; per
far ricredere, con il suo comportamento chi, a torto, l’ha mal giudicato.
Chi vive la vita del Tempio con serena e coerente partecipazione, allora,
sa che può guardare negli occhi il suo prossimo senz’arrossire
e può specchiarsi ogni giorno, senza provare turbamento. Perchè
ha attinto dal Tempio la più grande ricchezza che gli uomini possano
desiderare: il rispetto di sé stessi.
E’ la forza del Rituale a segnare la nostra appartenenza, facendoci
seguaci della Luce. Senza il Rituale non esisteremmo; senza il Rituale
ogni nostra manifestazione, ogni nostro agire sarebbero privi di quella
linfa vitale che ci ricrea in continuazione. Senza il Rituale i nostri
strumenti di lavoro, le nostre insegne non avrebbero alcun significato.
Senza il Rituale la parola sarebbe al vento.
All'opposto, seguendo il Rituale ed il continuo studio dei simboli che
ci appartengono, possiamo esprimere ed interpretare i principi, gli ideali,
le aspirazioni, le idee, i propositi della nostra esistenza di iniziati.
Per dirla come il Serenissimo Presidente Ottavio, diventare “uomini
di volontà “ e non essere più, solo, “ uomini
di desiderio “!
Questo stato di grazia contribuisce a farci scoprire le bellezze del mondo
attraverso l’emozione, l’immaginazione, l’osservazione,
la sperimentazione, la riflessione, la comprensione, l’azione; a
potenziare l’intuizione, la creatività e la razionalità
che consentono all’uomo di capire e comunicare; a sviluppare il
senso morale e dei valori, cioè la ricerca della verità,
dell’integrità, dell’umiltà e della responsabilità
di ognuno di noi nei confronti del prossimo e delle generazioni future;
a condividere tesori del sapere con tutte le genti, come richiesto dalla
giustizia e dal senso d’equità; ad essere consapevoli dell’interdipendenza
dell’umanità dall’ambiente e dall’universo; a
mettere in grado tutti di contribuire alla soluzione dei gravi problemi
che il genere umano ha di fronte a sé (povertà, alimentazione,
energia, ambiente, dignità); ad interiorizzare il progresso della
scienza nella creazione di una visione del mondo.
Per noi Massoni Simbolici, lavorare per un mondo migliore è un
imperativo categorico; significa vivere ogni attimo della nostra vita
nella pienezza dell’iniziazione.
Nella grande confusione di oggi noi, Maestri Architetti, abbiamo il privilegio
di poterci rivolgere ad Oriente, di sapere che cosa significhi rivolgersi
ad Oriente, un Segreto che ai non iniziati non è dato comprendere.
Spesso, però, trascuriamo la cura delle "qualificazioni"
interiori che sono il presupposto dell’appartenenza ad una dimensione
armonica.
Colpa del consumismo imperante, dell’effimero, dell’incapacità
e non abitudine al sacrificio, al dialogo, dell’egoismo? Ciascuno
rifletta e, quindi, risponda.
Qualcuno ha pronunciato parole straordinarie che dovrebbe aiutarci a riflettere
sul valore della vita: "Immagina di cercare un nuovo mondo intessuto
di destino umano, con l’obiettivo di rendere felici uomini e donne
per sempre, dando loro, finalmente, pace e riposo.
Ma che sia essenziale ed inevitabile torturare a morte anche una sola
piccola creatura, per esempio, una bambina che gioca in braccio alla sua
mamma e che il contributo per costruire quel meraviglioso mondo nuovo
siano le lacrime invendicate di quella piccola.
A questo punto accettereste di essere gli unici artefici a queste condizioni?
Lasciamo rispondere al mondo, ad ogni singolo individuo, affinché
l’uomo possa comprendere il vero significato di questa complessa
parola, perché, a volte i nostri silenzi rispondono al posto nostro.
Spesso siamo troppo deboli e ciechi per rispondere.
Palermo, 5 marzo 2005
Giovanni Cecconi
Grande Oratore
del Rito Simbolico Italiano
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